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Incontro con gli squali in Sudafrica

Aggiornato il: giu 14

E’ una giornata ordinaria di lavoro a Johannesburg. Per chi non lo sapesse, si tratta della capitale economica del Sudafrica, e sorge a circa 1800 metri di altitudine, circondata da miniere d’oro e di diamanti, e da vastissimi parchi nazionali. La amo per la sua atmosfera, per i suoi grattacieli, per il farmers market (mercato della domenica molto hippie, ascoltavamo musica sulle balle di fieno), ma questo weekend, per fortuna, il mare chiama.

Finisco le ultime cose a lavoro, carico la tavola da surf e mi dirigo all’aeroporto.

Il volo Mango si prenderà cura di me e della mia tavola e in un oretta mi porterà a Durban. Durban è una sorta di Los Angeles Sudafricana, e si trova nella terra natia degli Zulu (a quanto pare re Shaka è una celebrità qui). Arrivato a Durban, vado a letto presto, felice, pensando a cosa mi aspetterà il giorno dopo: addormentandomi penso che amo viaggiare solo, senza legami, senza vincoli, perché solo così riesco a sentirmi veramente libero.

La mattina mi sveglio alle 6, ora normale per il mattiniero Sudafrica, e mi dirigo verso North Beach, uno dei surf spot più famosi della regione. Parcheggio la macchina e dò le chiavi a un simpatico parcheggiatore, che se ne prenderà cura mentre io sarò in acqua. Entro in acqua deciso, e mi sparo una sessione, impressionato da quanto siano amichevoli i locali.


Il giorno dopo la sveglia suona alle 04:00. Non riesco quasi ad alzarmi pensando a chi me l’abbia fatto fare, ma bisogna sbrigarsi, altrimenti perderò l’appuntamento. Mi metto in macchina in direzione Aliwal Shoal, che è uno dei siti di immersioni più famosi del mondo. Sulla strada per Aliwal sono solo io e qualche simpatica scimmietta che scorrazza tra le piantagioni di canna da zucchero, ma una volta arrivato a destinazione trovo tutto il gruppo carico che mi aspetta: faremo un immersione con gli squali!

Ci infiliamo l’attrezzatura e ci dirigiamo con una macchina verso l’imboccatura di un fiume: qui conosciamo la nostra divemaster, una donna piena di tatuaggi, dura ma affidabile. Con lei saliamo sul gommone, e già si presenta la prima sfida: dobbiamo raggiungere il mare aperto partendo dalla foce del fiume, saltando sopra i cavalloni. Dopo qualche schizzo e qualche botta raggiungiamo il mare aperto e il dive spot.

Qui lo spettacolo è degno di un film di Steven Spielberg: tantissime pinne di squalo circondano il nostro gommone, ma non perché siano interessati a noi, loro stanno pensando solo al tamburo pieno di pesce rancido che ci accompagnerà durante l’immersione. Ci viene detto che è tutto sotto controllo, che principalmente incontreremo squali pinna nera oceanici, e che occasionalmente potremmo avvistare uno squalo tigre (pericoloso per l’uomo). Ci buttiamo in acqua con il caratteristico tuffo da sub, e ci disponiamo in cerchio attorno all’esca: che spettacolo! Non sono mai stato così emozionato in vita mia, ci sono squali ovunque, e ti passano veramente vicino. Mi sono portato la gopro sotto, e ad un certo punto un pinna nera la morde. Niente paura, pensa solo che sia del cibo per lui, e si è incuriosito. Nel frattempo, ho scattato uno dei video più belli della mia vita. Torno a Johannesburg felicissimo, Grazie Durban per avermi fatto sentire un BRAVER!




Federico Arca in Sudafrica

Instagram @fedearca

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