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In cammino verso Santiago

Aggiornato il: giu 14


Ripensando al mio viaggio, il momento che vorrei condividere con voi attraverso queste poche righe è l’inizio del cammino. Come tutti sapete, il Cammino di Santiago è un viaggio molto diverso dagli altri, un viaggio che ognuno fa per motivi diversi, culturali, religiosi e personali. È un viaggio che ti mette alla prova, un viaggio di resistenza sia fisica che mentale. Volontà, determinazione, forza e coraggio: questi sono i valori con cui ho affrontato il cammino.

Il motivo che mi ha spinta a partire è stato il desiderio di dimostrare agli altri ma soprattutto a me stessa, di poter raggiungere Santiago di Compostela da sola, nonostante la mia scarsa preparazione fisica e il mio sottopeso.

Nonostante avessi molta paura mista ad ansia, non ho mai pensato per un secondo di mollare, di non partire e non raggiungere Santiago. Chi mi conosce sa che quando si tratta di fare delle cose nuove, dove dipende tutto da me, sono molto negativa, la paura mi cancella ogni pensiero positivo. In questo caso no: la voglia di raggiungere la meta era molto più forte della mia ansia.

Alle 5 del mattino dell’11 luglio sono partita, con l’obiettivo di arrivare in un paesino piccolo a 25 km da Leon, il mio punto di partenza.

Il percorso è stato molto tranquillo, immerso nella natura e senza nessuna pendenza. Intorno a me, paesaggi incredibili e una natura incontaminata. Arrivata a destinazione, la carica era talmente tanta che avrei avuto voglia di continuare ma le persone conosciute durante il viaggio mi hanno consigliato di non esagerare. Quel giorno, scrivendo tra le pagine del mio diario, mi resi conto di non essere mai stata veramente sola. Al contrario, avevo conosciuto tante persone che avevano condiviso con me le loro bellissime esperienze di viaggio.

Nella mia testa avevo solo pensieri positivi e pensai che sarei riuscita ad arrivare a destinazione anche prima del previsto.

Queste erano le “ultime parole famose” poiché il percorso del giorno dopo è stato molto più difficile: moltissime discese e salite in pendenza. Purtroppo, oltre la stanchezza generale del giorno prima che era apparsa tutto d’un colpo, cominciò a farmi male il ginocchio al punto che ho pensato di dover rinunciare!

Successe però una cosa bellissima per fortuna. Conobbi un gruppo di italiani a cui raccontai tutto e in particolare uno di loro mi prese molto in simpatia e mi accudi' come un padre. Comprammo un bastone per scaricare il peso dal ginocchio e mi diede un antidolorifico che mi alleviò il dolore. Il pensiero di rimanere in quel paesino da sola e di non riuscire a rispettare il mio piano mi terrorizzava ma bastò una persona che mi diede quel coraggio che avevo apparentemente perso a farmi tornare sulla strada giusta. Il giorno dopo partimmo insieme e da li fino alla fine del viaggio facemmo lo stesso percorso insieme ad altre persone di tantissime nazionalità diverse.

Eravamo diventati una grande famiglia perché avevamo un obiettivo comune quello di arrivare a Santiago di Compostela e di festeggiare e brindare insieme alla festa del patrono del 24 luglio.



Giovanna Marconi

Instagram @giomarconi03

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